Public/Art in the Time of Covid

A cura di Costanza Meli

Public engagement, pratiche di relazione e spazio pubblico nell’era del distanziamento sociale.
Un confronto tra artisti, musei e progetti d’arte pubblica in Italia, Inghilterra, Francia e Ghana.

Incontro con Costanza Meli, in dialogo con Sara Basta e Silvia Litardi

Il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea è lieto di presentare l’incontro Public/Art in the Time of Covid, prima presentazione italiana del progetto di ricerca della storica dell’arte Costanza Meli, vincitrice della nona edizione del bando Italian Council, programma di promozione internazionale dell’arte contemporanea italiana della Direzione Generale Contemporanea del Ministero della Cultura.
L’incontro verterà sull’indagine compiuta da Costanza Meli sul rapporto tra arte e spazio sociale nell’era del Covid 19.

Attraverso la pandemia abbiamo iniziato a comprendere quanto sia profondo l’intreccio tra le nostre vite all’interno dello spazio pubblico. A partire da questa consapevolezza dobbiamo ora aprirci ai modelli di sperimentazione urbana. Oggi più che mai è necessario testare nuove soluzioni per la città e individuare quelle tre esse più promettenti […] Migliorare le piattaforme di coinvolgimento civico è una sfida formidabile e una tra le ragioni per continuare gli esperimenti di innovazione urbana. Alcune iniziative andranno meglio di altre. Proprio per questo è importante impegnarsi in un’ampia gamma di progetti. […] Soprattutto abbiamo bisogno di gruppi di cittadini pronti a mettersi in gioco prendere forma, con la dialettica, ad un nuovo futuro urbano.” (Carlo Ratti luglio 2020).

Il titolo Public/Art è un gioco di parole che allude da un lato alla “Public Art”, dall’altro alla relazione tra Arte e pubblico. La ricerca ha esplorato entrambe le accezioni attraverso un approccio articolato tra riflessione teorica, studio sul campo e una vasta raccolta di dati e interviste con i protagonisti dei casi di studio affrontati. Il risultato è un archivio di progetti e testimonianze che interrogano l’impatto del distanziamento sociale sulle pratiche artistiche partecipative che si realizzano nello spazio pubblico – come il progetto A cielo aperto, di Bianco Valente, Pasquale Campanella e Associazione Vincenzo De Luca, a Latronico o il programma Nouveaux Commanditaires in Francia – e sui programmi di public engagement sviluppati dalle istituzioni museali, come il Castello di Rivoli o il CCA di Glasgow.

L’arte contemporanea si confronta da tempo con i concetti di community specific, glocality, rigenerazione urbana, partecipazione e con l’elaborazione di pratiche e approcci capaci di coinvolgere la cittadinanza nella ridefinizione dei propri spazi di vita. In questo percorso gli artisti si sono mossi all’interno di un sistema sempre più articolato di relazioni. Il museo, le istituzioni culturali, le organizzazioni non profit hanno realizzato negli ultimi decenni una vera rivoluzione delle proprie metodologie con l’obiettivo di assumere un nuovo ruolo di attivatori sociali.
La domanda che sottende la ricerca è se la fase di distanziamento sociale che abbiamo attraversato e che potrebbe costituire uno scenario ripetibile anche in futuro, abbia rappresentato solo un momento di pausa, sospensione dell’attività, attesa, o se ha favorito un processo più complesso e duraturo di ripensamento delle forme di coinvolgimento sociale, partecipazione e democrazia su cui si fondano tali pratiche.

Durante l’incontro Costanza Meli presenterà alcuni risultati della ricerca e proietterà un estratto del documentario, realizzato in collaborazione con Federico Triulzi, che costituirà la conclusione del progetto.

L’incontro sarà l’occasione per dialogare con due protagoniste dell’indagine: l’artista Sara Basta e la curatrice Silvia Litardi, co-fondatrice dell’associazione NOS di Bologna, che intervistate in diretta, con la collaborazione del pubblico e degli studenti invitati, racconteranno la propria esperienza artistica e professionale in relazione alle difficoltà e alle restrizioni imposte dalla pandemia.

Il progetto ha visto finora la partecipazione di:
Sara Basta, artista, Roma; Bianco Valente, Pasquale Campanella e Associazione Vincenzo De Luca (A cielo aperto, Latronico); blaxTARLINES, Kumasi; Viviana Checchia, già responsabile del programma di Public Engagement del CCA di Glasgow e attualmente Senior Lecturer, HDKValand – Academy of Art and Design/ Gothenburg University; Elena Cologni artista e docente presso la Cambridge School of Art; Connecting Cultures, Milano; Rebecca De Marchi, artista e curatrice, attualmente phd fellow presso l’Università di Kumasi (Ghana); Eva Frapiccini, artista, e docente, Torino; NOS, associazione culturale, Bologna; Anna Pironti Responsabile Capo Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Torino; Valeria Pica museologa e assessore alla cultura di Fontecchio (AQ); Anna Raimondo, artista, Bruxelles; Catia Riccaboni responsabile del programma Nouveaux Commanditaires, Fondation de France, Parigi.

Nei prossimi mesi saranno realizzate altre presentazioni presso le istituzioni partner del progetto in Italia, Francia e Inghilterra, durante le quali saranno affrontati diversi punti della ricerca nell’ambito di talks che avranno l’obiettivo di sviluppare ulteriormente l’indagine con i soggetti invitati a raccontare le proprie esperienze e i progetti realizzati nei due anni trascorsi.

Costanza Meli
Storica dell’arte e curatrice, docente di arte pubblica presso lo IED di Roma. Presidente dell’associazione Isole. Dopo il Dottorato in Storia dell’arte contemporanea all’università La Spienza, con una ricerca su arte pubblica e patrimonio tra Italia e Francia, ha frequentato corsi di alta formazione presso l’École du Louvre, di Parigi e il Centre d’histoire de Sciences Po. Nel 2007 fonda a Palermo, con Barbara D’Ambrosio, l’associazione culturale Isole, per l’arte contemporanea e la cultura del territorio, con cui realizza progetto Isole, programma di residenze d’artista, mostre e laboratori urbani (Isola delle Femmine e Piana degli Albanesi 2005-2007). Dal 2011, al 2013 partecipa al progetto del Museo delle Migrazioni di Lampedusa. Cura diversi progetti internazionali come An Ideal city (attualmente in corso tra Atene, Bruxelles e Reggio Emilia) e il progetto Colgando Paisajes, con l’artista Nelida Mendoza, vincitore del premio MERCOSUR de Artes Visuales 2016, (Asuncion, Paraguay). Collabora con testate giornalistiche e realizza pubblicazioni scientifiche presso edizioni internazionali. Attualmente è curatrice presso l’associazione Connecting Cultures (Milano) e consulente nei progetti della DGCC del Ministero della Cultura: Arte negli spazi pubblici, per il portale “Luoghi del Contemporaneo” (2019) e Arte e spazio pubblico (2021), a cura del MIC e della Fondazione Scuola dei beni e attività culturali.

Il progetto è realizzato grazie a: Italian Council, Direzione Generale Creatività Contemporanea, Ministero della Cultura

Immagine locandina: Elena Cologni, The body of/at work, Padiglione Italia, Biennale Architettura 2021

NORME DI ACCESSO:

*In ottemperanza alle norme di contenimento dell’emergenza da Covid-19, per accedere al Museo Laboratorio di Arte Contemporanea ciascun visitatore dovrà preventivamente munirsi di autocertificazione da mostrare all’ingresso della Città Universitaria. Greenpass obbligatorio. Per ulteriori informazioni sulla compilazione dell’autocertificazione clicca qui